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Dagli anni 30 il vino rappresenta il prodotto principale dell’agricoltura e dell’economia di Pantelleria, e oggi il Moscato e il Passito sono ormai noti sui mercati internazionali.
Ma dopo gli anni del benessere economico (quando c’erano oltre 5000 ettari occupati da vigneti) c’è stata, lenta e progressiva, una crisi (oggi sono 1000 gli ettari coltivati): gli impianti diventano vecchi e serve il rinnovo, c’è il fenomeno dell’abbandono dei terreni perché i giovani vanno fuori a studiare, i costi di produzione tradizionale sono molto alti e quindi vengono spesso trascurate alcune tecniche enologiche, ad esempio l’essiccamento al sole, che costituivano la specificità dei vini panteschi. Tecniche che alcuni produttori hanno però conservato e tramandato alle generazioni successive, restituendo così i sapori e i profumi emozionanti della tradizione.
Il vino più pregiato, a Pantelleria, è indubbiamente il famoso Passito D.O.C.;
il tipo d'uva utilizzato per la sua produzione è lo "Zibibbo", una varietà egiziana, detta anche Moscato di Alessandria o Moscatellone, introdotta in Sicilia dagli Arabi. Coltivata anche in Sicilia e Calabria, solo nell'Isola di Pantelleria riesce a raggiungere la migliore qualità: acini molto grossi dolci e carnosi, aroma e profumo particolari e molto intensi.
Lo Zibibbo a Pantelleria viene coltivato ad alberello strisciante all'interno di una conca: il ceppo alto dal suolo non più di 15/20 cm proprio per difenderlo dai venti che sempre soffiano inclementi sull'isola.
Per la produzione del Moscato Passito, l'uva viene posta ad appassire per una quindicina di giorni al sole rovente su delle reti, fino a che il contenuto zuccherino si porti su valori del 35-38%.
Con l'appassimento dell'uva, i profumi e gli aromi vengono maggiormente esaltati; il mosto separato dalle parti solide, viene posto a fermentare.
Il vino reso limpido e stabile, viene inviato in botti di rovere per l'invecchiamento e maturazione: questo favorisce ulteriormente la formazione di sostanze odorose, che contribuiscono all'affinamento del bouquet e dei caratteri organolettici.
Il vino viene lasciato ad invecchiare da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 2/3 anni, passando da un colore giallo dorato ad uno ambrato più o meno carico.
La produzione molto limitata dell'Azienda consente questo tipo di lavorazione artigianale ed un accurato controllo durante tutto il processo di vinificazione.

Infatti è con questo antico procedimento che l'Azienda D'Ancona produce, ancora oggi, il suo Passito, in cui è racchiuso tutto il sole ed il sapore di un'isola straordinaria.