Il
30.5.02 si è svolto a Pisa, presso la Facoltà
di Agraria, il convegno Uva e vino in medicina e terapia,
con lo scopo di chiarire le qualità del vino non solo
come alimento o meglio come oggetto di piacere, ma principalmente
quale sia il rapporto delluva e del vino con la nostra
salute.
Questo esigenza è legata alla grande importanza che
sempre più stanno dando i media alle qualità
terapeutiche delluva e del vino.
Sono intervenuti in qualità di relatori il Prof.
Aldo Pinchera, Ordinario di Endocrinologia dellUniversità
di Pisa; lenologo Giacomo Tachis; il Prof.
Zeffiro Ciuffoletti, Ordinario di Storia del Risorgimento
dellUniversità di Firenze; la Prof.ssa Flavia
Franconi, Ordinario di Farmacologia dellUniversità
di Sassari; il giornalista Daniele Cernilli, condirettore
della rivista Gambero Rosso e il Prof. Francesco Antonini,
Geriatra.
Ad introdurre il convegno è stato il Prof. Alpi,
Preside della Facoltà di Agraria, che ha posto lattenzione
sullimportanza della chimica nella evoluzione della
cultura enologica, specificando che limmagine del vino
non può essere distrutta dalla chimica ma solo da chi
la usa in modo insensato.
Un excursus storico dellimportanza delluva e
del vino è stato sviluppato dal Prof. Ciuffolotti
con particolare riguardo sullintreccio, nellantichità,
fra la religione e il vino.
Interessante
la relazione del Prof. Pinchera, che ha introdotto
e sviluppato le qualità benefiche del vino:
Platone posizionava il vino al 4° posto fra le sane abitudini
dietetiche, mentre la Scuola Salernitana affermava che il
vino è un alimento sano. E stato posto laccento
sul grado alcolico del vino e dellapporto calorico ad
esso legato.
Quindi sono state affrontate le qualità terapeutiche
riconosciute al vino, legate ai polifenoli, e cioè
qualità antiossidanti (inibizione della produzione
dei radicali liberi), antinfiammatoria, antiaggregante piastrinica,
immunomodulante, antineoplastico (protezione del DNA) e in
particolare di come il resveratrolo abbia unazione come
fitoestrogeno ed aumenti inoltre i livelli plasmatici dellHDL,
diminuendo la quota nociva del colesterolo.
Il
Dr Tachis ha discusso su I tanti vini per la medicina
ed ha evidenziato la ricca letteratura esistente sullargomento
riferendo su numerose citazioni dai tempi antichi ad oggi.
La Prof.ssa Franconi ha parlato suPrincipi
attivi nelluva e nel vino e loro possibile uso terapeutico
mentre il Dr. Cernilli su Buon vino fa buon
sangue: la filosofia della qualità dei vini,
definendo cosa sintende per vino di qualità.
Ha inoltre parlato sullo sviluppo dei vini di qualità
in Italia iniziato intorno al 1960 con i vini toscani (super-tuscan)
e ha fatto notare come siano diminuiti i consumi del vino
e in particolar modo dei superalcolici.
Una interessante relazione è stata svolta dal Prof.
Antonini su Il vino e il vecchio, riferendo
di un esperimento eseguito sulle variazioni ematochimiche
che avvengono dopo lassunzione del vino abbinato o no
a diversi cibi.
Ha puntualizzato come il vino possa diminuire il colesterolo
ematico ma come questo diventa pericoloso e controindicato
in coloro che presentano una quota elevata di trigliceridi
ematici. Molta importanza è stata data, nellanziano,
alle qualità energetiche e modulatrici del tono dellumore
del vino.
Concludendo, gli effetti benefici sono ormai noti e riconosciuti
scientificamente, non bisogna però dimenticare una
cosa fondamentale: essi sono legati essenzialmente ad un uso
moderato del vino e al consumo di prodotti di qualità.
Come dire
.: BEVETE GENTE, BEVETE MENO
..
MA MEGLIO!!!!
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