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“LE STRADE DEL VINO E LE VIE DEL MARE”
“Il rilancio della coltura della vite, tutela dell’ambiente e volano di sviluppo economico delle isole minori italiane”
Portoferraio, Isola d’Elba 30 Novembre, 1° Dicembre 2002

L’Amministrazione Provinciale di Livorno, in collaborazione con Provincia di Livorno Sviluppo, ha promosso per il quarto anno consecutivo il convegno annuale per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo delle Isole Minori.

L’Elba con la sua cornice di naturale bellezza ha fatto da palcoscenico nei giorni 30 Novembre e 1 Dicembre agli oltre 150 convegnisti provenienti da tutta Italia in rappresentanza di Amministrazioni Locali, mondo scientifico e finanziario, associazionismo del pianeta vino, piccoli e grandi imprenditori vitivinicoli .

Dopo il benvenuto del sindaco di Portoferraio Giovanni Ageno, l’Assessore allo Sviluppo Rurale della Provincia di Livorno Franco Franchini, dopo aver portato il saluto del Presidente Claudio Frontiera, ha introdotto i lavori. Sono intervenuti il Prof. Mario Fregoni, dell’Università di Piacenza, in rappresentanza dell’Ufficio Internazionale della Vite e del Vino O.I.V.; Alessandro Pacciani e Vincenzo Falco, Assessori all’Agricoltura rispettivamente della Provincia di Grosseto e Napoli; Mario Incisa della Rocchetta, Presidente della Strada del Vino Costa degli Etruschi; Marcello Fioretti, Presidente del Consorzio di Tutela della Doc Elba; Renzo Spegnesi, Dirigente della Regione Toscana; Flavio Tattarini, Presidente Enoteca Italiana; Giuseppe Saia Direttore di Banca Verde del MPS; Angelo Gaja e Mario Meletti Cavallai, imprenditori agricoli.

Carlo Cambi, Direttore dello sviluppo editoriale de “I viaggi di Repubblica”, ha svolto con intelligenza e con voluto pungolo provocatorio il ruolo di conduttore della tavola rotonda dove, sul tema “ Il rilancio della coltura della vite, tutela dell’ambiente e volano di sviluppo economico delle isole minori italiane”, ha incrociato le diverse esperienze.

Il riconoscimento di una propria peculiarità per la viticoltura isolana è stato il filo conduttore che ha legato gli interventi, tutti tesi a richiedere uno specifico riconoscimento normativo alle Regioni nella cui giurisdizione sono presenti isole.

La viticoltura in questi ambienti difficili non è solamente attività produttiva ma è paesaggio, ambiente, storia, tutela idrogeologica, volano al turismo isolano.

Anche l’Unione Europea è chiamata a rispondere agli appelli dei viticoltori che rivendicano per le isole uno status giuridico particolare che le esonera dal divieto di nuovi impianti viticoli e crea opportuni corridoi creditizi e finanziari per gli imprenditori che desiderano realizzare nuovi vigneti.

A questo proposito è uscita dal convegno la proposta di presentare alla Commissione Europea un preciso progetto sul quale confrontarsi: i vari soggetti che fanno sistema con la viticoltura delle piccole isole e gli euroburocrati di Bruxelles.

Altro tema dibattuto è stato quello della salvaguardia del patrimonio genetico della vite.
Delle centinaia di varietà conosciute solo qualche decina di esse sono significatamene coltivate occupando la quasi totalità delle superfici vitate esistenti.
La viticoltura delle isole deve essere di controtendenza, recuperando e valorizzando i vitigni locali, selezionandoli per le esigenze di mercato, ma non sacrificandoli all’altare del gusto internazionale del consumatore.

Altro elemento di grande importanza, che riempie di contenuto le proposte del Convegno, è stata la firma di un Protocollo di intesa per la salvaguardia dei patrimoni viticoli eccezionali delle isole, sottoscritto da sette province italiane.
Quest’atto, fortemente voluto dall’Amministrazioni di Agrigento, Trapani, Messina, Latina, Napoli, Grosseto e Livorno e sottoscritto anche dal Presidente onorario e assessore scientifico dell’O.I.V., Pf. Mario Fregoni e dal presidente del F.A.I.M.E, Michelangelo Venturini, dà corpo e visibilità a tante idee che in questi ultimi anni sono state sviluppate sul tema della viticoltura eroica.

La Presidenza del Comitato è stata assunta alla Provincia di Livorno che con l’Arcipelago Toscano, Isola d’Elba in testa, è la realtà più rappresentativa tra le piccole isole italiane. E’ stata poi costituita una Commissione Tecnica la cui direzione è stata affidata alla provincia di Grosseto, col compito di coordinare il progetto comune di valorizzazione.

L’obiettivo del Protocollo è quello di raccogliere l’adesione del maggior numero di soggetti pubblici e privati che condividono il percorso indicato e contribuiscono ad arricchire con la loro esperienza le proposte da presentare a Bruxelles.

Il Prof. Fregoni ricordava a questo proposito ai convegnisti che nell’Unione Europea ci sono almeno 400 isole, 58 delle quali in

Italia e che questa proposta potrà avere maggiori possibilità di accoglimento quanto maggiore, nel prossimo futuro, sarà il coinvolgimento, oltre che delle 20 isole italiane, delle altre isole europee con particolare riferimento alle isole “dell’arco latino”.

Le due giornate, perfettamente organizzate dalla società di promozione Provincia di Livorno Sviluppo S.r.l., sono state intercalate dalla degustazione degli straordinari vini tipici delle isole.

Sul traghetto Moby Lally ancorato al porto di Portoferraio sono stati degustati i preziosi vini delle isole: dai Passiti siciliani all’Aleatico e al Moscato dell’Elba, passando per i superbi vini d’Ischia.

Sul traghetto, messo gentilmente a disposizione dall’Armatore Onorato, l’Assessore alle Attività Produttive Claudio Vanni e il Direttore Generale della Provincia di Livorno, Ing. Pietro Marini, hanno presentato un progetto di tutela e di valorizzazione di Pianosa, disegnando per l’isola, liberata dal vincolo del carcere, nuove opportunità di utilizzo.
Il mondo accademico non si è sottratto alle provocazioni del solito Cambi, rilanciando l’idea di istituire un campo di sperimentazione sanitaria, un laboratorio a cielo aperto, per la vitis vinifera.

Una splendida cena di gala cucinata con sapienza dallo chef Alvaro Claudi, ha ricordato e fatto apprezzare ai convenuti non solo la ricchezza dei vini ma il loro sapiente e attento abbinamento con i piatti tipici locali che parlano di mare e di mediterraneità.

La giornata del I° dicembre è stata dedicata alla conclusione dei lavori da parte dell’Assessore Franchini, che ha saputo ben riunire i contributi dei relatori e disegnare il programma operativo del Comitato per il prossimo 2003.

Non poteva infine mancare la visita guidata a tre importanti realtà viticole dell’isola e precisamente all’Azienda Cecilia, all’Az. Acquabona ed infine all’azienda la Chiusa della Sig.ra Giuliana Foresi, che rappresenta un vero gioiello di realtà produttiva e paesaggistica, oltre che storica, per l’Elba.
Il trisavolo della Sig.ra Giuliana, Jacopo Foresi, tra il 1855 e 1861 impiegò, nella totale diffidenza dei conterranei, una strana polvere gialla per combattere una crittogama che stava devastando i vigneti dell’Isola. L’avversità era il mal bianco, il medicamento era lo zolfo, tuttora efficacemente impiegato per combattere l’oidio.


Livorno, li, 5 Dicembre 2002

Franco Franchini